Raduno del 18 settembre 2005 organizzato da :

 

Metti una domenica a .................. Cepagatti !

In un periodo storico come l’attuale, in cui la crisi ed il vuoto delle idee dominano il quotidiano, solo una fervente passione contribuisce a vincere la tendenziale inerzia di ognuno, per animare momenti che fioriscono e riempiono il cuore di gioia.

È così che, vincendo la stanchezza della settimana, le previsioni meteorologiche analoghe a quelle annuncianti le tempeste statunitensi ed altre concomitanze degne della epica Cassandra, decine di appassionati (più di 80) si sono riuniti intorno a 37 magnifici esemplari adulti, più 4-5 cuccioli, di Cani Corso Tradizionale, presso l’agriturismo Palozzo, nell’amena località abruzzese dalle facciate delle case affrescate, denominata Cepagatti. (Qualcuno ha proposto il cambio in Cepacani  viste le circostanze!).

In realtà Giove Pluvio ha deciso di guardare altrove ed i raggi solari, sin dalle prime battute della manifestazione, hanno accarezzato i manti di stupendi esemplari di Cani Corso Tradizionale, dislocati e “sorvegliati” nel giardino antistante il ristorante dell’agriturismo. Dopo qualche tentativo andato a vuoto di “salutarsi” affettuosamente, i cani hanno trovato un certo contegno e hanno lasciato i loro proprietari liberi di dedicarsi alle attività della giornata.

Il saluto iniziale ai convenuti è uscito dalla bocca del Dott. Angelo Iurilli di Roma, grande appassionato, collaboratore del Contado del Molise, nonchè proprietario di un superbo cane corso dal nome poco rassicurante: Attila. Al centro del prato ha ringraziato gli intervenuti, mobilitatisi dalle più svariate località: dal Lazio, dalla Campania, dagli Abruzzi e dal Molise, da Torino, da Alessandria, dall’Emilia, dalla Toscana, dalle Marche, da Potenza, da Carovigno, dalla Calabria e dalla Svizzera. Poi ha salutato e ringraziato a nome di tutti per il grande lavoro che quotidianamente svolge, il dott. Flavio Bruno, fondatore, unico responsabile e motore de “il Contado del Molise”.

La figura ieratica del Flavio spiccava al centro del prato, con lo sguardo compiaciuto per il frutto di tanti sacrifici e di tanta passione che lo circondava e pronto con la certezza delle sue conoscenze a rispondere alle domande degli intervenuti rispetto agli aspetti tecnico-scientifici e storici del Cane Corso. Si è dato subito risalto all’aspetto della funzionalità dei cani, all’importanza di  riscontrare nel cane quelle doti “essenziali” che superano la semplice estetica regolata da criteri formali. Chi vive con il Cane Corso Tradizionale si rende conto di quanto importante sia la miscela di equilibrio caratteriale, di forza fisica e di conservazione istintuale nella vita di tutti i giorni. Quasi sempre questi cani, senza l’intervento artificioso, duro e talora traumatico di addestratori, dimostrano ineguagliabile efficacia nelle funzioni di guardia e di difesa, come se queste doti fossero insite nel loro genoma.

Per mostrare che al Contado del Molise si bada ai fatti più che alle parole, si è passati ad una semplice prova di carattere dei molossi. Grazie al coraggio dell’appassionato Paolo da Macerata, (unico uomo al “mondo”    a sfidare a mani nude il Corso) che si è finto “dispettoso provocatore”, si sono saggiate le qualità di singoli esemplari. Alcuni, specie esemplari giovani, hanno dimostrato di non indietreggiare, ma di aver bisogno di rodaggio per accendersi  (anche se sicuramente nel loro ambito svolgono bene il loro dovere). La maggior parte, invece, ha risposto alle stimolazioni con rapidità, con forza, con assoluta fierezza e sopratutto con grande equilibrio. Ha aperto le “danze” Attila, che non ha esitato a lanciarsi contro il finto aggressore, anzi ha messo a dura prova le ginocchia del proprietario Angelo. Al pari hanno impressionato positivamente Fulmine di Tino D’Angelo, organizzatore dell’evento nella sua Cepagatti (che ringrazio a nome di tutti), Drus di Flavio Bruno – un cane forte e compatto – , Zorro – del Dott. Ciaccia – e il suo giovane figlio. A chiudere la prova ci ha pensato Francesco da Montecatini con il più “dinamitardo” dei suoi esemplari: Drago. È stata un’esplosione di forza, di agilità, di potenza e di reattività. Tutti abbiamo desiderato che il guinzaglio non cedesse, perchè sarebbe stato impossibile frenare tanta determinazione. Abbiamo capito che con cani così accanto si può stare tranquilli.

Passato questo momento “fisico”, si è ripreso a dibattere, proseguendo convivialmente durante il pranzo. I discorsi e le esperienze si sono intrecciati e sono proseguiti anche nel dopo pranzo. Abbiamo appreso l’importanza di una selezione appassionata dei soggetti, con l’intento di conservare l’identità e l’integrità della razza in ogni suo aspetto, senza ricorrere ai molti stratagemmi possibili per fini “commerciali”. Al di là delle parole, se pur belle e sapienti, hanno parlato i fatti, la presenza di esemplari maestosi che hanno dato una testimonianza tangibile di cosa si possa ottenere rispettando i criteri di “scienza, coscienza e natura”, tre caratteristiche sempre più disattese nella epoca del consumismo più esasperato che stiamo vivendo.

Ognuno al termine, è stato omaggiato dagli organizzatori di un CD contenente tutte le informazioni e gli studi che certosinamente ha condotto Flavio Bruno negli anni e certamente al termine della giornata tutti hanno acquisito qualche elemento in più nel cammino di conoscenza e di amore per quello che potremmo definire un simbolo di alcune caratteristiche che in mitologia venivano attribuite ad esseri superiori: Potenza, Autorevolezza, Equilibrio. Questa è la sintesi del Cane Corso Tradizionale del dott. Flavio Bruno.

Renzo Galassi

 

Foto di alcuni soggetti che hanno partecipato al Raduno

– altre ne seguiranno –

Grazie a Domenico, Limo, Paolo e Umberto che ce le hanno rese disponibili

 

 Zorro  

 
Attila Senior (9 anni) Attila Junior
Drago

Apollo

Thor   Ombra (11 mesi)
Ira  

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