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La bellezza interiore del cane corso
Mi chiamo Barbara e non vi parlerò delle caratteristiche per cui di solito le persone si avvicinano al cane corso (caratteristiche da guardia e da difesa, cosi conosciute ed indiscusse). Io che mi sono avvicinata a questo cane soprattutto per la sua bellezza, in seguito ho avuto modo di conoscere a fondo una qualità del "molosso", in particolare del "cane corso", che io (ma forse anche molte altre persone) ignoravo o conoscevo solo in minima parte. Chi ha vissuto come me la depressione o una dolorosa esperienza, può capire a fondo che cosa può dare un rapporto cosi esclusivo come quello che si crea con questo animale. Da due anni avevo un maschio di colore nero quando decisi di prendere anche una femmina, ed è solo di lei che vi voglio parlare in questa occasione. Scelsi una cucciolotta di colore fulvo chiaro che poi ho saputo si chiama "formentino" ed è un antico colore del "cane corso". I contorni scuri che delimitano il suo muso (naso, mucose della bocca e il contorno degli occhi) mi hanno sempre fatto pensare al trucco di una donna. L'ho chiamata Loto e ben presto questa cucciola è diventata la mia amica fidata, mi ha sempre seguito ovunque, in casa, nelle faccende domestiche, dalla lavatrice al filo dei panni, dal giardino alla cucina. Finché sono stata bene questo mi faceva molto piacere e mi riempiva di orgoglio perchè lei si frapponeva tra me e qualsiasi tipo di ostacolo (un’auto, una persona sconosciuta, …..) e se qualcuno faceva finta di spingermi lei si allertava subito cercando di capire se si trattava solo di un gioco o di una reale minaccia; era gelosa anche di un semplice abbraccio. Era sempre presente, coccolata e vezzeggiata come un cane da salotto ma non ha mai perso il suo naturale istinto protettivo nei confronti miei, dei bambini e della proprietà, sempre attenta ad ogni cambiamento della voce o a qualche brusco movimento. Quando per varie vicissitudini (stress, motivi personali, problemi familiari) mi sono ammalata di depressione, faticavo ad alzarmi dal letto e le mattine trascorrevano lente, dopo aver pianto almeno 1 ora prima di cominciare a far qualcosa. Non esito a dire che Loto mi ha aiutata come nessun parente e nessuna amica (amici che tra l'altro si sono allontanati in fretta essendo io sempre scontrosa, piagnucolosa ecc.). Lei, abitudinaria e solerte, alle 7.30 metteva il suo muso sopra al letto, semplicemente aspettando che le facessi una carezza e non si muoveva finché non l’aveva ricevuta. Non nascondo che più volte l’ho invitata a salire sul mio letto battendo una mano sulla coperta e solo allora si decideva a salire, perchè lei capisce ogni mio gesto, ogni variazione del timbro della mia voce. Io la abbracciavo oppure lei appoggiava il muso sull’incavo della mia schiena, alcune volte mi dava delle piccole musate sul viso o sulla testa per smuovermi. Quando piangevo lei era sempre li e anche se cambiavo stanza riusciva sempre a trovarmi, si sedeva accanto a me e mi metteva una zampa in grembo, o mi leccava le mani (anche le guance quando ci arrivava) accudendomi come uno dei suoi cuccioli; in quei momenti la tenerezza che mi comunicava è una cosa che non riesco a descrivere né potrò mai dimenticare, e ancora oggi mi commuove fino alle lacrime. Lei sapeva "quando" io volevo star sola e non permetteva a nessuno di avvicinarsi. Una vicina con la quale avevo un particolare rapporto e che veniva spesso a trovarci, un giorno mi chiamò perchè voleva darmi delle susine del suo giardino, ma io non ero certo dell'umore giusto, stavo in cucina con la porta socchiusa e stavo piangendo. Data la confidenza che c'era, lei si permise di schiudere leggermente la porta e di allungare una mano per porgermi la busta contenente la frutta, per un momento cercai di riassestarmi gli occhi, ma Loto che era seduta vicino a me prese altrettanto delicatamente la sua mano bloccandola, non le fece assolutamente niente ma la vicina capì, lasciò cadere la busta e richiuse leggermente la porta. Nei giorni successivi la mia amica aspettava che andassi ad accoglierla al cancello, aveva preso paura, anche se Loto l'aveva appena sfiorata, e non si rendeva conto del perchè l'avesse fatto; io si che sapevo "perchè" l'aveva fatto: in quei momenti la mia volontà era fragile e lei non permetteva a nessuno di avvicinarsi e quando il mio volere era troppo debole per imporsi lei mi interpretava, mi preveniva, sapeva quello che avrei voluto in quel momento anche se non riuscivo a parlare più di tanto. Questo rapporto elettivo che i cani come il “corso” stabiliscono con la persona con la quale vivono è secondo me considerato a volte (troppe volte) una qualità quasi di secondo piano (cosa che non condivido) rispetto ad altre che alcuni privilegiano nella scelta di un soggetto; molte persone, cioè, mettono purtroppo in secondo piano proprio quelle peculiarità che fanno di questa creatura un compagno unico, discreto e assoluto dell’uomo al quale sa dare una forma d'amore di attenzione e di rispetto difficile da trovare negli stessi esseri umani. Se vi sembra eccessivo quello che ho detto sappiate comunque che è un esperienza di vita in un momento di solitudine profonda durante il quale questo rapporto mi ha probabilmente salvato la vita. E’ con profondo rispetto che voglio dire grazie a Loto, che adesso che è completamente adulta è anche una meravigliosa femmina di cane corso, con un ottimo portamento e una bella morfologia nella struttura e nelle forme. Ma questo a me ormai interessa poco, a me interessano soprattutto quelle doti che chi non ha avuto il privilegio di condividere un rapporto con lei cosi stretto come l’ho avuto io non può capire. Può solo, se vuole, decidere di prendersi un cane siffatto e sviluppare con lui questo rapporto meraviglioso di unione e oserei dire di simbiosi per il quale questo tipo di cane è così portato.
Barbara A. _____________ No, Barbara, tutto questo a noi non sembra eccessivo: ………… semplicemente……, la tua Loto è degnamente e a pieno titolo un “Cane Corso”. Ti ringraziamo per la testimonianza che riportiamo fedelmente ed interamente, senza nient’altro aggiungere. Cosa si potrebbe dire di più? Un abbraccio caloroso (se Loto ce lo permette) e mille auguri. Il Contado del Molise
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