La bellezza estetica nel pensiero di un Premio Nobel 

 

Da “ E l’uomo incontrò il cane”

di Konrad Lorenz

Ed. Adelphi

 

Un libro che ogni “vero” amico del cane dovrebbe avere in biblioteca.

Lo raccomandiamo di cuore.

 

 

 

Nei tempi andati, quando il cane era ancora prevalentemente un animale utile e la moda non aveva l’importanza che ha assunto oggigiorno, non esisteva il pericolo che nella scelta degli animali d’allevamento le qualità psichiche venissero trascurate.

<omissis>

 

La cosa però diventa veramente grave quando l’onnipotente tirannia della moda, la più sciocca fra le femmine sciocche, si arroga di prescrivere ai poveri cani quale deve essere il loro aspetto. Non esiste una sola razza canina le cui eccellenti qualità psichiche originarie non siano andate totalmente distrutte non appena la razza è diventata “di moda”. Soltanto se i cani in questione hanno potuto continuare ad essere allevati come animali normali, al riparo dalla moda, questo deterioramento ha potuto essere evitato.

<omissis>

 

Se per una razza che diventa di moda non c’è un allevamento che sappia dare il necessario sostegno alle qualità psichiche degli animali, la sua sorte è segnata. Persino gli allevatori indubbiamente onesti, che preferirebbero morire piuttosto che permettere l’incrocio di un animale che non sia di razza purissima fino al più lontano antenato, non trovano nulla di immorale nell’allevare esemplari fisicamente splendidi che recano però tare psichiche.

 

Lettori cinofili, per i quali scrivo questo libro, credetemi: la gioia di possedere un cane che rappresenti quasi la perfezione della sua razza si spegne pian piano nel lunghi anni di intimità, ma non si spegne il disagio che creano certe carenze psichiche come l’eccessivo nervosismo, l’ombrosità, l’esagerata pusillanimità. Il tempo non immunizza contro tali logoranti difetti, anzi rende ad essi più sensibili.

<omissis>

 

Come ho già detto, sarebbe possibile scendere a un compromesso fra qualità fisiche e psichiche poiché, fin quando la moda non si è impossessata di loro, le più diverse razze canine, mantenute pure, hanno conservato le loro belle doti di carattere. Ma già nell’organizzazione delle mostre e dei concorsi si nasconde un certo pericolo: in una mostra canina il fatto stesso della concorrenza conduce automaticamente a esasperare i caratteri specifici di razza dei diversi esemplari. .

<omissis>

 

Ed ora faccio una domanda agli allevatori, di cui è lecito presumere che capiscano cos’è un cane: non sarebbe meglio provare, anche una sola volta, ad allevare uno di quei cani intelligenti, fedeli e coraggiosissimi pur correndo il rischio che, nel punteggio che riguarda le proporzioni del corpo, esso risulti battuto da quei perfetti capolavori usciti dalle mani di tosatori di lusso?

<omissis>

 

Se si osservano immagini antiche, che per le razze canine inglesi risalgono fino al Medioevo, e si confrontano con le immagini degli attuali rappresentanti delle stesse razze, questi ultimi appaiono come grottesche caricature di quei nobili esemplari.

<omissis>

 

Ancora intorno al 1920 i chow erano cani veramente naturali, vicinissimi alla loro originaria forma selvatica: il naso ….. ecc. ecc. ….. . Oggi nell’allevare il chow si punta ad accentuare i caratteri che gli danno un tipico aspetto da orsacchiotto: il naso è … ecc. ecc. …. . Anche nel carattere, il predatore selvatico pieno di temperamento, che pare ancora respirare l’aria delle distese sconfinate, è diventato un impomatato Teddy-bear …. salvo naturalmente quelli che allevo io. Ma stando alle leggi di tutte le associazioni di allevatori, i miei chow devono essere guardati con disprezzo perché ancor oggi hanno un centoventottesimo di sangue di cane da pastore.

…….

…. e oggi? Mi arrabbio e provo pena quando incontrando dei cani nella nostra Vienna, dove sono così tanti e così amati, vedo come si comportano gli attuali rappresentanti di quella razza (Nota : sta parlando di scotch-terrier). Certo, la mia irsuta Ali, con un orecchio di traverso a causa di una cicatrice, non avrebbe avuto alcuna possibilità di successo a una mostra canina, di fronte a tutte quelle bellezze infiocchettate. Ma queste, in compenso, vanno a testa bassa persino d’avanti a dei cani che sarebbero scappati con altissimi gridi di fronte alla mia Ali.

Ma siamo ancora in tempo. Persino da noi, ci sono degli scotch-terrier che …. ecc. ecc. … . Ma scotch terrier come questi sono rari, certo è inutile cercarli fra i vincitori delle mostre canine.

 

 

 

 

 

Da “ E l’uomo incontrò il cane”

di Konrad Lorenz

Ed. Adelphi

 

 

Konrad Lorenz:

nacque a Vienna nel 1903; si laureò in medicina e biologia, studiò zoologia e filosofia ed insegnò Psicologia Comparata all’Università di Könisberg. Nell’immediato dopoguerra fu nominato direttore dell’Istituto di Etologia Comparata di Vienna. A partire dal 1973 presso la stazione di ricerca di Grunaü condusse le sue osservazioni e i suoi studi sul comportamento degli animali per i quali, nel 1973, fu insignito del

 

PREMIO NOBEL

 

Fra le altre opere:

L’anello di re Salomone

L’altra faccia dello specchio

Gli otto peccati capitali della nostra civiltà

 

 

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