Il Cane "Individuato"

Un freddo sabato di febbraio, ho conosciuto il veterinario molisano dott. Flavio Bruno………ed i suoi cani. Pensavo fosse una gita come tante altre, i bambini si erano divertiti a giocare con i cani, c’era stata convivialità con le persone che ugualmente si trovavano a salutare Flavio e poi tutto si era concluso con strette di mano e con la promessa di tornare a Santa Croce di Magliano con tempi e climi migliori.

Lentamente e progressivamente però, oserei dire inesorabilmente, è nato un sentimento forte, predominante e sicuramente inusuale. Il contatto con i molossi rustici, con i cani “funzionali”, come li definisce il Bruno ha evocato un qualche “ricordo”, una Idea per dirla con Platone, che non mi ha lasciato più tranquillo fino a che, volente o nolente, ho fatto ritorno al Contado del Molise, per trascorrere qualche ora alla presenza di queste bestie stupefacenti.

Si sono intrecciate le spiegazioni date da Flavio su come sono nati, vissuti e conservati nel corso della storia questi molossi romani e le sensazioni tattili e “magnetiche” nell’interagire con i cani, cuccioli o adulti che fossero.

I pensieri sono continuati e, nonostante i 300 chilometri di distanza fra la mia Macerata ed il podere di Flavio, ho continuato a “percepire” qualcosa di anormale rispetto ai cani. Riorganizzando i pensieri ha cominciato a balenare l’idea di cosa mi fosse successo conoscendo Bosco, Diana, Pacchiana, Bardas etc. .

Il cane Corso funzionale è quanto di più prossimo si possa incontrare rispetto all’idea di equilibrio che da sempre andiamo ricercando in ambito di terapia del profondo. La cosa che lascia stupiti è che si tratta di cani! Analizzando però il problema in chiave storica, ci rendiamo conto che questo animale è stato conservato per quasi 2000 anni immutato e lontano da incroci per scopi ….”estetici”. L’enfasi massima è stata rivolta all’aspetto funzionale e se vogliamo intellettuale. Lo scopo è stato raggiunto perché ci troviamo di fronte ad individui dal fare equilibrato, imperturbabile. Le reazioni sono semplici ed essenziali: amore senza riserve per i familiari, rispetto e protezione per la proprietà e valutazione attenta e ponderata dell’estraneo. Non si vede un cane bizzarro, capriccioso, protagonista, ma un essere bisognoso dell’essenziale, dell’affetto del padrone, dell’ambiente da difendere, (di svolgere il suo compito quindi) e per il resto si nota l’immagine di una “granitica” serenità. È un granito antico quello che si nota, che si è forgiato nel corso di centinaia e centinaia di anni. È in questo atavismo che il Corso funzionale trova la sua forza, rappresenta l’immagine archetipica del cane, (l’Idea platonica di cui sopra) senza sovrastrutture, senza influenze nocive della frivolezza umana.

Traslato alla razza canina questo atteggiamento rende l’idea di quanto Jung ha voluto esprimere nello studio della psiche umana. L’uomo equilibrato è colui che dopo un percorso di crescita e di ricerca di autoaffermazione, arriva nella maturità a togliersi la “maschera” con la quale si è presentato al mondo, restando e mostrandosi così come è, come è diventato nel corso della vita, preoccupandosi più di interiorizzarsi e di scoprire quanto di grande risiede nel proprio intimo (Sé), che di affannarsi nel dimostrare agli altri chi e cosa sia. Questo cammino Jung lo definisce: Individuazione.

Il Corso funzionale di Flavio Bruno ha questa caratteristica, è un soggetto Individuato, che ha nella sua storia importante un percorso di certezze e di “sostanza”, non ama presentarsi al mondo, come capita ai più sfortunati fratelli di specie, pettinati e “borotalcati”, perché non è del Bello, del Fatuo, del Vano che ha bisogno, ma della libertà di vivere con la piena coscienza di essere Cane, un cane consapevole della sua Forza, del suo Istinto infallibile che lo fa discernere fra il Bene ed il Male di chi si avvicina al suo raggio d’azione, fiero del fatto di aver raggiunto il suo compito nel corso della sua vita e della sua storia (San Tommaso auspicava che ogni Essere arrivasse ad essere ciò che deve essere), insomma di rappresentare a pieno l’Essenziale più che l’Esistenziale.

Oltre a queste osservazioni che qualcuno potrebbe ritenere opinabili o troppo appassionate, vorrei citare la mia idea rispetto ad una valenza terapeutica del Corso funzionale. Essendo come detto sopra un cane “individuato”, il Molosso emana una sorta di magnetismo animale, simile a quanto Mesmer citava a cavallo tra il 1700 e 1800, che dopo sensazioni alternanti determina quiete e pace interiore. Diciamo che l’equilibrio che naturalmente presenta si avverte e si trasmette a chi interagisce con lui. È un cane utilissimo per chi è affetto da paura per i cani, perché oltre quell’aspetto truce che lo fa somigliare di più ad un cane da “guerra” che ad una bestia da tenere in famiglia, esiste un nucleo di sereno equilibrio che dà calma e raschia via, piano piano, le paure che lentamente si sono innescate nella mente delle persone e che sicuramente hanno un valore simbolico profondo. Il Corso funzionale aiuta a superarle o a comprenderne la motivazione profonda, di qui la valenza terapeutica di questo animale.

Bene, concludo ringraziando le persone che, come Flavio Bruno, dedicano la loro vita e le proprie energie alla salvaguardia di tesori della natura, come il cane Corso Tradizionale. Credo che mai e per nessun motivo (a maggior motivo commerciale o per “moda”) andrebbero infrante o dimenticate le tradizioni che provengono dalle nostre radici passate.

Macerata, 5 maggio 2005

Dott. Renzo Galassi

 


Dott. Renzo Galassi : medico omeopata.

Direttore dell'Accademia Omeopatica Hahnemanniana Marchigiana;

Presidente per l'Italia della Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis;

Insegna Omeopatia dal 1989;

Autore di numerose pubblicazioni e relatore a Congressi nazionali ed internazionali, ha curato l'edizione italiana dell'ultimo libro di Proceso S. Ortega edito da Nuova Ipsa di Palermo.

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