I concorsi di bellezza nel pensiero di

un Maestro della cinofilia

 

               Da: “Il Cane Utile” di Piero Scanziani:

 

“…Il primo difetto delle esposizioni è quello di basarsi sui giudizi che vengono dettati da un uomo. Sbaglia il giudice in corte d’assise e quindi può sbagliare il nostro giudice sul ring. Poi vi sono giudici incompetenti, che rappresentano un flagello per la cinofilia e che dovrebbero essere eliminati. Ci sono anche giudici maleducati, che maltrattano gli espositori novellini perché presentano cani mediocri: simili giudici dovrebbero essere espulsi per indegnità dalle esposizioni, che sono i luoghi d’unione della scienza zootecnica con la cordialità sportiva.

… ……il secondo difetto della mostra è di far perdere il senso della misura e quindi di volgere troppo gli sforzi degli amatori verso la bellezza e la tipicità, dimenticando il vero compito utilitaristico di una razza canina. Su questa strada gli inglesi sono arrivati fino alla vera e propria degenerazione delle razze. Setter bellissimi, ma che non sanno più mettersi in ferma e che diventano degli idioti capaci solo di presentarsi su di  un ring.

Conosco allevatori di Boxer e di Pastori Tedeschi così frastornati dalle esposizioni, da credere che i loro cani non hanno nessun altro motivo d’essere, se non di mettersi in bella mostra davanti a un giudice. E’ questo un pericolo gravissimo, dal quale occorre difendersi giacché ha distrutto molte razze…”.

[Piero Scanziani: scrittore e giornalista. Figura di spicco della cultura europea, nel 1997 gli venne conferito il Premio Schiller e nel 1985 e 1986 fu finalista al Premio Nobel per la letteratura. Cinofilo di altissimo valore, fu determinante per la ricostituzione ed il riconoscimento ufficiale del Mastino Napoletano per il quale contribuì anche alla redazione dello standard. Fu giudice di esposizione per tutte le razze e diresse la rivista “Cani”. Studiò la psicologia canina e scrisse sulle diverse forme di addestramento. Nacque a Chiasso nel 1908 e morì del 1993. Molte delle sue opere principali sono state tradotte in varie lingue, tra cui anche il norvegese e lo sloveno.] 

 

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