Filariosi

 

E’ una malattia potenzialmente mortale che fino a qualche tempo fa era circoscritta in alcune aree e regioni (Pianura Padana, Toscana, Emilia ecc.) ma che negli ultimi anni si è pericolosamente diffusa anche altrove.

 E’ sostenuta dalla filaria “Dirofilaria immitis” i cui adulti vivono nel ventricolo destro del cuore e nell’arteria polmonare (da cui “Filariosi cardio-polmonare) mentre le larve (microfilarie) si localizzano nel sistema circolatorio.

L’infestazione avviene tramite la puntura di zanzare appartenenti a specie Culez, Acles, Anopheles, all’interno delle quali le microfilarie, ingerite precedentemente con un pasto di sangue, dopo un periodo di circa due settimane raggiungono la forma infestante e si localizzano a livello dell’apparato pungitore.

Una volta inoculate, le larve subiscono un ulteriore sviluppo nel tessuto sottocutaneo e nelle fasce muscolari e quindi, dopo 120-180 giorni, migrano verso il cuore e l’arteria polmonare dell’ospite. Una volta adulte e fecondate, le femmine del parassita riversano le microfilarie nel circolo sanguigno dove possono rimanere attive anche per alcuni anni, pronte per essere ingurgitate con il pasto di sangue effettuato dalle zanzare.

La sintomatologia della Filariosi varia in base al numero dei parassiti presenti ed alla loro localizzazione. Nei casi meno gravi si assiste ad un progressivo dimagrimento, svogliatezza, facile affaticabilità, presenza di colpi di tosse. Nei casi più avanzati, la malattia evidenzia ipertemia, cianosi delle mucose, dispnea, crisi convulsive, ascite e morte per collasso cardiocircolatorio.

Fino a quando non “iniziano i danni”, la filariosi non produce sintomi particolarmente appariscenti e ciò rappresenta un fenomeno molto critico anche per quanto concerne la possibilità d’infestazione attraverso le zanzare che si ciberanno del sangue del soggetto malato. 

In caso di localizzazione a livello di vena cava caudale, gli adulti del parassita  - che raggiungono la lunghezza di 15-25 cm. circa -  possono ostruirla al punto da determinare, entro 24-72 ore, la morte del soggetto per insufficienza epato-renale.

La diagnosi clinica trova conferma con il rinvenimento di microfilarie in campioni di sangue.

Negli ultimi anni sono stati fatti notevoli passi avanti in fatto di prevenzione; il trattamento consiste nell’intervenire mensilmente durante il periodo a rischio (dalla primavera alla fine dell’autunno) mediante la somministrazione di principi attivi in grado di eliminare le larve inoculate dalla zanzara nei 30-35 giorni antecedenti.

La lotta alle zanzare resta comunque essenziale.

All’insorgenza dei primi sintomi sospetti (facile affaticabilità, svogliatezza, ecc.) è molto importante consultare il veterinario per dargli eventualmente modo di istituire prontamente un’adeguata terapia che eviti la morte del cane e per evitare il più possibile il pericolo di trasmissione ad altri soggetti.

 

 

 

 

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