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Cimurro
Malattia infettiva e contagiosa sostenuta da un virus denominato “Canine Distemper Virus” (CDV), appartiene alla famiglia Virale Paramyxoviridae, genere Morbillivirus ed è correlato al virus del morbillo dell’uomo.
I cani contraggono il cimurro stando a contatto con oggetti infetti. Il contatto indiretto è difficile da verificarsi in quanto il virus è molto labile nell’ambiente esterno ed è facilmente neutralizzato dalla luce solare e dai comuni disinfettanti (negli ambienti dove ha soggiornato un cane affetto da cimurro, dopo pochi giorni non c’è più nessuna traccia di virus). I cani con cimurro eliminano il virus principalmente con le secrezioni nasali, ma anche con l’urina; cagne gravide infette, possono trasmettere l’infezione ai feti per via transplacentare.
I cani colpiti da cimurro manifestano, inizialmente, un rialzo termico (febbre a 40,5 – 41 °C), diarrea, scolo nasale, congiuntivite purulenta e vomito. Col passare del tempo si ha ipercheratosi (cioè ispessimento dello strato corneo dell’epidermide) del tartufo e dei cuscinetti plantari e compaiono sintomi nervosi variabili dal semplice “tic” al movimento involontario della testa e dei muscoli. In genere, i cuccioli fino al terzo mese di vita muoiono anche prima della comparsa dei sintomi nervosi; in età più avanzata, se il cane non muore, si può anche avere la guarigione ma le manifestazioni nervose permangono per tutta la vita del soggetto. Diagnosticare il cimurro non è difficoltoso quando si manifesta nella forma classica ma, ad ogni buon fine, per una diagnosi di certezza è indispensabile ricorrere ad esami di laboratorio. La diagnosi verte su prove basate sulla ricerca di anticorpi per CDV (esclusivamente in cani non vaccinati), sull’isolamento del virus (difficoltoso) e sulla messa in evidenza del virus nelle cellule di alcuni distretti quali, ad esempio, la congiuntiva (tampone congiuntivele).
La terapia è solo di tipo sintomatico, nel senso che si somministrano antibiotici per combattere le infezioni batteriche secondarie responsabili soprattutto di forme di polmonite. Essenziale è la profilassi basata sulla somministrazione di vaccini attenuati (virus CDV vivo non patogeno), in grado di conferire all’animale protezione nei confronti del virus patogeno. Per quanto riguarda l’età del cucciolo per effettuare la prima vaccinazione, è bene fare ricorso al veterinario curante che, in base a taluni fattori, stabilirà il momento più opportuno che, normalmente, si aggira tra il 55° e il 65° giorno di vita.
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