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Storia e Tradizione: dal Molosso Romano ai giorni nostri
Il cane: un richiamo all’origine
“La più antica evidenza fossile di un animale ‘incontestabilmente cane’ risale a circa 14.000 anni fa. Scheletri risalenti a quest’epoca, trovati in varie località dell’Estremo Oriente, mostrano mascelle accorciate ed affollate di denti che li differenziano dai lupi della zona. Ciò avvenne prima che gli uomini imparassero a conoscere l’agricoltura o a vivere in insediamenti permanenti; prima ancora che altri animali entrassero in relazioni domestiche con l’uomo. Circa 11.500 anni fa con la rivoluzione agroculturale, in Estremo Oriente si iniziò a coltivare orzo e grano e circa 9.500 anni fa, si iniziò a custodire capre e pecore in greggi ed armenti. La susseguente nascita di villaggi permanenti e di fattorie primordiali coincise con l’esplosione della popolazione canina in sorprendente crescita in ogni parte del mondo. Da 7.000 anni, un batter di ciglia per l’età della vita sul pianeta, scheletri di cani appaiono in gran numero fra i resti archeologici di popoli di diverse razze. In una grande necropoli risalente a 12.000 anni fa, ad Ein Mallaha al nord di Israele, è stato ritrovato lo scheletro di un vecchio in posizione semifetale con la mano sinistra posata sul cranio di un cucciolo di 4 o 5 mesi. Il mito standard dell’origine del cane è che l’uomo pensando che un cucciolo di lupo potesse diventare un utile guardiano o cacciatore (o, in alcune versioni, che la donna lo trovasse grazioso) lo adottasse.” (The truth about dogs; S.Budiansky. Penguin Books, 2001).
Fu pertanto nell’era paleolitica che l’uomo iniziò l’addomesticazione del lupo, trasformandolo da predatore a valido ausiliario. Gli incontri fra gli uomini preistorici - che vivevano di raccolta e di caccia - e le orde di lupi avvennero facilmente, condividendo gli stessi territori, mangiando la stessa selvaggina ed avendo tecniche di caccia molto simili. Si aiutavano reciprocamente: i lupi in caso di pericolo davano l’allarme e gli uomini concedevano loro i resti delle prede e li lasciavano avvicinare ai fuochi del campo. Nel corso dei secoli gli uomini selezionarono i cani più adatti alla caccia, alla difesa della proprietà e del bestiame ed alla guerra, utilizzando il patrimonio genetico che la natura metteva a loro disposizione.
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Graffiti risalenti all’era del Paleolitico superiore Monte Pellegrino (Palermo); grotta della Addaura |
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Il Lupo |
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