Echinococcosi

 

E’ una malattia parassitaria sostenuta da cestodi delle specie “vogeli, multilocularis e granulosus” che da adulti albergano in numerosi carnivori sia selvatici che domestici. Può parassitare anche l’uomo e determina una patologia conosciuta col nome di Idatidosi (o Echinococcosi cistica).

Per il suo ciclo biologico il parassita necessita di un ospite definitivo, che può essere rappresentato dal cane, e di un ospite intermedio rappresentato da numerose specie di erbivori e dall’uomo.

Nell’intestino degli ospiti recettivi, le uova liberano le larve (oncosfere) che, superata la barriera intestinale, per via ematica e linfatica raggiungono gli organi bersaglio (fegato e polmone, anche se non è esclusa la localizzazione in altri organi quali cervello, reni, ecc.) dove originano le cisti idatidee (che nell’uomo, possono raggiungere anche i 10-20 cm. di diametro) determinando una sintomatologia da compressione ed un aumento di volume dell’organo che può portare anche alla morte.

Il cane si infesta ingerendo alimenti contenenti cisti idatigene fertili. I protoscolici presenti in esse, arrivati nell’intestino, si sviluppano e raggiungono la maturità sessuale; con le feci il cane elimina le proglottidi mature che contengono dalle 200 alle 800 uova.

L’ospite intermedio si infesta per via orale mediante ingestione di alimenti (erba, foraggio, ecc.) o acqua contaminati, oppure per contagio diretto con il cane infestato, stante l’attitudine che hanno le uova eliminate ad aderire al pelo delle zampe e delle zone circostanti la regione anale.

I sintomi nel cane sono di scarso significato poiché l’infestazione decorre quasi sempre in forma asintomatica anche se, talvolta, i segni clinici  - che dipendono dal grado di infestazione, dall’età e dalle condizioni generali - sono rappresentati da abbattimento, appetito capriccioso, pelo opaco e arruffato, coliche, episodi di diarrea, emaciazione. In assenza di una evidente sintomatologia, diventa alto il rischio che l’infestazione non venga rilevata; anche per la tempestiva diagnosi di questa malattia, sono pertanto raccomandabili periodici esami delle feci. La notevole rassomiglianza delle uova di questo parassita con quelle di altre tenie, rende tuttavia particolarmente difficile la “diagnosi certa” e fa dell’Echinococcosi un problema di non facile risoluzione.

La prevenzione si basa sul rispetto delle norme igieniche nei rapporti uomo-cane, nella distruzione dei visceri degli animali infetti e delle carcasse degli erbivori morti al pascolo, in trattamenti con sostanze elminticide capaci di uccidere i parassiti presenti nell’ambiente.

 

 

 

 

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