Cosa si intende per "bellezza" in Cinognostica?

 

In Cinognostica, un soggetto è tanto più “bello” quanto più la sua morfologia e il suo carattere lo rendono adatto alla funzione che il soggetto stesso deve svolgere; in altri termini, il concetto di bellezza è strettamente legato alla funzione e, pertanto, in zootecnia è stato sempre tenuto in alta considerazione.

La bellezza risulta da tutti i pregi riscontrabili in un animale.

In Cinognostica si identificano 4 forme di bellezza: Psichica, di Adattamento (o utilitaristica), Armonica e Convenzionale (o estetica);

 

  §      Psichica: considerandone il carattere, stabilisce “l’optimum” di equilibrio dell’animale stesso. E’ fondamentale per qualsiasi animale.

 

      §      di Adattamento (o utilitaristica): rappresenta l’armonia fra forme esteriori e funzione; è pertanto indispensabile per lo svolgimento di una funzione;

 

      §      Armonica: consiste nell’equilibrio delle proporzioni. E’ molto importante e ricercata. Più che nei particolari, la bellezza va ricercata nell’armonia di tutta la conformazione dell’animale.

L’armonia è richiesta per tutte le razze canine e le possibili disarmonie costituiscono difetto anche grave. Ciononostante, esistono razze in cui la disarmonia di formato è espressamente voluta dallo standard; esempi classici riguardano il Bassotto, il Bulldog Inglese, diversi Terrier, ecc. ecc. . E’ da sottolineare, inoltre, che molti standard di razza accentuano la disarmonia dei profili, come ad esempio avviene nel caso del Boxer.

 

  §      Convenzionale (o estetica): è quella richiesta dalle tendenza della moda del momento. Specie oggi, su di essa hanno forti impatti i messaggi pubblicitari di prodotti di consumo che utilizzano immagini accattivanti di animali, i films, i mass-media, ecc. .

 

Mentre la “bellezza” esprime, secondo la predetta classificazione, i pregi di un particolare soggetto, il “Tipo” caratterizza le specificità proprie di una particolare razza. Esso non rappresenta solo l’insieme delle caratteristiche morfologiche di una razza ma comprende in sé anche le qualità “psichiche”, vale a dire quelle qualità indispensabili all’ottimale assolvimento di una funzione.

Secondo tale concetto, il rilevare che un cane è “in Tipo” ci fa immediatamente capire che ci troviamo al cospetto di un soggetto che non solo possiede – in quanto appropriatamente costruito -  le potenzialità fisiche adatte ad una funzione, ma che, “incarnando lo spirito della razza”, è anche  - e soprattutto -  in grado di tradurre dette potenzialità in prestazioni ottimali.

Non seguire questi principi – che dovrebbero sempre accompagnare il lavoro di un cosciente allevatore e di un buon giudice – vuol dire rassegnarsi gioco forza alla decadenza di una razza ed alla sua sostituzione con un’altra più adatta allo scopo.

Per la razza “Cane Corso” il processo di decadenza è accelerato dagli effetti indotti dai concorsi di bellezza (vedi Notebook: “I concorsi di bellezza nel  pensiero di un Maestro della cinofilia“) sulle strategie di selezione che vengono adottate dagli allevatori; in detti concorsi il CC è giudicato solo in base alla sua rispondenza alle caratteristiche morfologiche descritte dallo standard. Ben raramente chi giudica valuta l’adeguatezza delle caratteristiche del cane alla funzione propria della razza e così si disattende il postulato “Funzione ßà Tipo” incentivando scelte selettive basate su criteri morfologici fini a se stessi e avulsi dallo scopo per cui “la razza è nata ed è esistita”.

 

 

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