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| Coccidiosi
Si tratta di una malattia parassitaria largamente diffusa fra tutti gli animali domestici (in particolare volatili, conigli, ed anche suini) e sostenuta da protozoi (microrganismi unicellulari) del genere Eimeria, Isospora, Cystoisospora o Cryptosporidium, chiamati generalmente “coccidi”. Il cane è interessato, generalmente, da Isospora canis che, invadendo e distruggendo le cellule della mucosa intestinale, determina una forma di gastroenterite, spesso emorragica, che colpisce soprattutto i cuccioli di 60-180 giorni di vita (gli adulti hanno una buona difesa immunitaria ma possono diventare portatori sani). Fattori predisponenti sono sovraffollamento (canili), stress, condizioni igienico-sanitarie scadenti, immunodeficienza. Il soggetto infestato elimina con le feci le oocisti che, pervenute nell’ambiente, in opportune condizioni di temperatura ed umidità diventano infestanti (sporulazione). L’infestazione si verifica mediante l’ingestione di alimenti contaminati da oocisti. Da queste si liberano gli sporozoiti che invadono le cellule della mucosa intestinale dove si accrescono, evolvono in altre forme intermedie, si riproducono e danno luogo ad altre oocisti che vengono a loro volta liberate, con le feci, nell’ambiente. Il processo riproduttivo dei coccidi, cioè, distrugge le cellule dell’intestino ospite e provoca turbe gastroenteriche. La sintomatologia, dopo un periodo di incubazione di 2-7 giorni, è caratterizzata da abbattimento, diarrea spesso emorragica, tenesmo (spasmi anali o vescicali), dimagrimento, anemia, disidratazione, acidiosi. La diagnosi clinica, non sempre agevole a causa della sintomatologia non caratteristica (sintomi comuni ad altre malattie), deve essere supportata dal riscontro, tramite esame coprologico, di un elevato numero di oocisti. La profilassi si basa soprattutto sul controllo delle condizioni igienico-sanitarie onde evitare l’ingestione di oocisti infestanti. Utile può essere separare l’animale ammalato da quelli sani. Importante è informare prontamente il veterinario sulla presenza di turbe gastroenteriche in quanto il grado di disidratazione e l’eventuale acidiosi che si possono instaurare, potrebbero far morire l’animale. La terapia si basa sull’impiego di sulfamidici e di altri farmaci ad azione sui coccidi (coccidiostatici). In alcuni casi anche per un cucciolo apparentemente sano l’esame delle feci può evidenziare la presenza di coccidi indicando così una infestazione in forma subclinica; anche se non indispensabile, anche in tal caso la terapia è utile in quanto può evitare la trasmissione dei coccidi ad altri animali.
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