Brevi note sulla chiusura dentale del Cane Corso

 

Premessa

 

Fin dalla definizione del suo standard, per il Cane Corso due punti in particolare sono stati molto dibattuti ed hanno costituito l’oggetto di profonde controversie: la chiusura dentale e la colorazione del manto.

Di fatto, le diatribe si sono accentuate maggiormente sul primo aspetto per il quale le differenti posizioni sono apparse, almeno fino a qualche tempo fa, poco conciliabili fra loro.

Queste brevi note esprimono un punto di vista sull’argomento, supportato da considerazioni che partono da presupposti concettuali e storici incontrovertibili e che si basano su evidenze e dati di fatto facilmente accertabili anche dal semplice neofita o amatore della nostra razza che, disorientato da tanto dotte quanto a volte sterili disquisizioni di tipo tecnico - difficilmente comprensibili se non dai professionisti della materia - sente la necessità di “punti di riferimento” chiarificatori.

 

A maggior chiarimento ed approfondimento delle tesi esposte, è comunque evidente la nostra disponibilità ad integrare le presenti note con elementi di dettaglio di tipo tecnico, cinognostico, storico, ecc. .

 


 

Nessuna delle 14 razze canine italiane, al contrario di alcune di quelle straniere (come, ad es., Dobermann, Boxer, ecc.), è stata scientemente creata dall’uomo attraverso accurati e programmati incroci fra soggetti di ben determinate razze diverse.

Ciò deve valere anche, e in particolare, per il Cane Corso che, come tutte le razze italiane, affonda le proprie origini nei secoli e nei secoli passati.

Poco importa, allo scopo della presente nota, il nome o l’appellativo che i nostri Antichi gli hanno dato (il più delle volte in base alla funzione a cui lo destinavano): Canis pugnax, Mastino, Molosso Romano, Dogo, Cane da presa, Cane da pagliaio ecc. ecc. . Un fatto è incontrovertibile: stiamo trattando di un cane genericamente definito, per le sue peculiari caratteristiche morfologiche e attitudinali, “Molosso”. Per caratterizzarlo nella sua area di origine, faremmo meglio a dire “Molosso Italiano”.

Il Cane Corso, quindi, in quanto Molosso e con millenni di storia, non ha bisogno di essere “inventato” o “ingegnerizzato”: va semplicemente “recuperato e restaurato” attraverso la conoscenza del “suo vissuto” (cioè di come era, del perché era così e dell’utilizzo che se ne faceva) e senza assolutamente ricorrere a inquinamenti genetici o a forzature di alcun tipo, nel pieno rispetto del carattere e della funzione della razza.

“Attraverso la conoscenza del suo vissuto” perché, ad esempio - per essere espliciti al massimo -, è del tutto improponibile oggi pensare, almeno per quanto oggetto della presente, ad una cinometria basata su soggetti esistenti, dal momento che si correrebbe l’altissimo rischio di rilevare valori che non appartengono in assoluto al Corso ma che esprimono gli effetti di una selezione in cui (come a tutti ben noto) sono stati usati esemplari di razze diverse. Ed allora, riprendiamo dal Molosso e riferiamoci, in quanto tali, oltre che ovviamente al Cane Corso, al Mastino Napoletano.

 

Chiusura dentale

 

Mastino Napoletano: lo standard la definisce categoricamente “a forbice”. Il dibattito nasce ed è supportato dal fatto che attualmente molti soggetti non presentano questo tipo di dentatura ma “si portano dietro” quanto accettato prima della definizione dello standard: “chiusura a tenaglia” e a “forbice rovesciata”.

 

Cane Corso: lo standard la definisce categoricamente “leggermente prognata (c.ca 0,5 cm.)”. Il dibattito nasce ed è supportato dal fatto che attualmente molti soggetti non presentano questo tipo di dentatura ma “si portano dietro” quanto accettato prima della definizione dello standard: “chiusura a forbice” e a “tenaglia”.

 

Esaminiamo quanto segue, per poi esprimere un breve commento:

 

A. L’ENCI così registra lo standard approvato dalla Società Amatori del Mastino Napoletano il 28.2.1965:

 

Il Mastino Napoletano

                      “cane da presa”                                                           “cane corso”

 

B. Il noto cinofilo e scrittore Piero Scanziani sul suo libro “300 razze di cani” nel paragrafo dedicato ai molossi scrive:

 

•    Molosso (Mastino Napoletano, Cane da presa, Cane Corso)

•    Nazionalità: Italia

•    Uso (Funzione): eccellente cane da guardia e da difesa personale, particolarmente adatto come cane da guerra e polizia, specialista del traino, facilmente adattabile ad ogni uso pratico, imponente e devoto cane da compagnia e da passeggio.

•    Taglia: dai 60 ai 75 cm.

•    Peso: Kg. 45 – 70

•    Manto: raso, lucente

•    Colori: nero, blu, lilla, fulvo. Questi colori possono essere uniformi o con tigrature. Generalmente vi sono macchie bianche più o meno grandi al petto e ai piedi

•    Caratteri anatomici: cane possente, di forte mole, dall’aspetto serio e bonario per gli amici, impressionante e pauroso per i malintenzionati

•    Testa molossoide. Dentatura generalmente a tanaglia, talora con lieve prognatismo

•    Occhio: rotondo, marrone nei neri, castano chiaro nei blu e nei fulvi, ambra nei lilla

•    Orecchie: amputate cortissime

•    Tronco. Piuttosto lungo, arti corretti, coda amputata d’un terzo in maniera che il molosso possa coprirsi i genitali

•    Caratteri morali. Coraggiosissimo, stoico al dolore, affettuoso e docile verso il padrone, avversario terribile con i nemici, equilibrato, di grande intelligenza, è facilmente addestrabile a tutte le specialità del cane da lavoro.

 

C. L’ENCI rende merito alla valenza di Piero Scanziani, scrivendo che “fortunatamente Piero Scanziani, noto scrittore e cinofilo, visto 8 esemplari, alla mostra di Castel dell’Ovo il 12 ottobre 1946, rimase tanto colpito da uno di loro, Guaglione 1°, che se ne innamorò e, acquistatolo iniziò ad allevare, salvando la razza e dando inizio a un vasto movimento che aveva appunto lo scopo di recuperare il Mastino Napoletano, fissarne la razza, migliorarla e diffonderla. Ora grazie a lui e a quelli che seguendo il suo esempio si sono prodigati generosamente, il Mastino Napoletano è allevato, conosciuto e apprezzato ovunque, anche all’estero, e può vantare soggetti di eccezionale qualità.”

 

D. La ricerca fatta dalla facoltà di Medicina Veterinaria dell’università di Pisa per valutare i parametri morfologici dei Cani CORSO, in seguito alla pubblicazione della proposta di standard, riporta (sintesi):

 

•    Testa: assi cranio facciali paralleli o leggermente convergenti

•    Assi cranio-facciali: in molti soggetti sono risultati paralleli e non convergenti come indicati nello standard; una leggera convergenza si è riscontrata solo in alcuni soggetti.

•    Cranio: piatto, globoso in alcuni maschi. Le facce laterali del cranio sono convergenti

•    Muso: facce laterali convergenti (tronco di cono)

•    Denti: tutti i soggetti esaminati hanno dentatura completa con impianto degli incisivi leggermente arcuato. Circa la metà dei soggetti ha la chiusura dentale a tenaglia, gli altri presentano un leggero prognatismo (“a maggior chiarimento di ‘prognatismo’, vedi punto successivo”)

•   Chiusura dentale: la metà circa dei cani esaminati ha la chiusura dentale “a tenaglia”, solo quelli che presentano prognatismo hanno invece la chiusura dentale a “forbice rovesciata”. (A maggior chiarimento ancora, il Dott. Goldmann autore della ricerca, in un’intervista del 2003 alla rivista Workdogs ha testualmente dichiarato: “vidi in Puglia alcuni cani prognati ma erano pochissimi; la maggior parte avevano la chiusura a tenaglia oppure a forbice. Com’è possibile stabilire che il Cane Corso debba avere il prognatismo quando per il suo cugino ‘Mastino Napoletano’   - che ha le stesse origini -  il prognatismo è un difetto? …”).

•    Collo: la sua muscolatura varia in rapporto allo stato di nutrizione e condizioni generali. Tutti i soggetti presentano una leggera giogaia

•    Altezza: l’altezza al garrese media, sia nei maschi che nelle femmine è risultata superiore a quella massima consentita dallo standard provvisorio

 

Da quanto ai precedenti punti, risulta evidente la presenza nel Molosso Italiano dei tre tipi di dentatura: a forbice, a tenaglia e a forbice rovesciata. Se ciò è accettato per il Molosso Italiano, in egual modo deve esserlo per il Cane Corso.

 

Peraltro, le stesse caratteristiche sono presenti in un’altra razza canina (anche se non italiana), con muso quadrato, corto e con stop marcato. E’ il caso del San Bernardo. Non dimentichiamo che il San Bernardo derivò da quei molossi introdotti in Svizzera, attraverso le Alpi, dai Romani (l’esercito romano occupò tutte le valli svizzere fino al Reno). Per quanto attiene alla dentatura, lo standard del San Bernardo così recita:

 

o Standard Ufficiale F.C.I. n° 61 del 15/9/1981 (traduzione di A. Morsiani e B. Casoni) La dentatura deve essere robusta e, in rapporto alla struttura della testa, di sviluppo solo moderatamente forte. Sono richieste la dentatura a forbice, a tenaglia, lievemente prognata se gli incisivi si toccano ancora (quella che è detta “a forbice rovesciata”; NdR).

 

o Standard F.C.I. n° 61 ; revisionato dal Club Svizzero e dall’SKG nel 1993 (traduzione di A. Morsiani) Dentatura forte, regolare e completa a forbice o a tenaglia. Ammessa la forbice rovesciata. La mancanza del P1 (premolare) è tollerata.

 

o Associazione Italiana San Bernardo - Standard Ufficiale F.C.I. n° 61; Data pubblicazione dello standard in vigore: 24 marzo 1993 (traduzione di Luella Soldini) La dentatura è regolare, completa e possente, con chiusura sia forbice che a tenaglia. Un’articolazione a forbice inversa è ammessa. L’assenza del primo premolare è tollerata.

 

POST SCRIPTUM:

Qualcuno, per sostenere il prognatismo indicato dallo Standard del Cane Corso, fa riferimento a “delle misurazioni” effettuate alla fine degli anni ’80.

DOMANDE:

·       Quanti cani furono tecnicamente misurati?

·       Fu utilizzato un campione statistico veramente rappresentativo di tutta la popolazione di cani e delle varie linee di sangue presenti in tutto il Sud d’Italia?

·       Nelle misurazioni furono impiegati correttamente tutte le tecniche ed i parametri che la scienza statistica mette a disposizione? I risultati furono poi interpretati nel loro corretto significato statistico oppure furono usati secondo “uso e consumo” di convenienza? (nelle scienze statistiche, ad esempio, il solo “valore medio”, se non correlato ad altri parametri è un indicatore “molto povero” e quindi, da solo, poco rappresentativo quando non addirittura fuorviante se non saputo interpretare,  di un determinato fenomeno).

·       Le raccomandazioni fornite dal Dott. Morsiani alla SACC di non utilizzare in allevamento alcuni cani perché avrebbero nuociuto alla razza furono accolte dalla SACC di allora? Oppure ….. alcuni di questi cani divennero addirittura i capostipiti … di alcune linee ….. fatte diventare poi famose?

·       Le fotografie inviate dalla SACC all’ENCI per il riconoscimento della razza erano di cani tutti diversi oppure molte di esse rappresentavano lo stesso soggetto ritratto in pose diverse?

   Scriveremo anche di questo !!!!

 

 

Vedi anche Morfologia Tradizionale

 

 

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