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| Ascaridiosi
Sostenuta da nematodi, è una malattia parassitaria molto frequente e tipica dei cuccioli. Le più importanti specie di ascaridi che possono infestare il cane sono costituite da “Toxascaris leonina” e “Toxocara canis”; anche per l’uomo esse rappresentano una potenziale fonte di infestazione che è responsabile delle gravi patologie note come “larva migrans viscerale” e “larva migrans oculare”. L’infestazione avviene per via oro-fecale (con l’ingestione di alimenti contaminati da feci infestate da uova del parassita), a seguito di predazione di animali - soprattutto roditori (ratti, topi, ecc.) - nei quali le larve si possono trovare incapsulate a livello intestinale, addominale ed in altri tessuti, e per via trans-placentare che nei cuccioli è la più comune. Nella cagna gravida, le larve silenti localizzate nei muscoli e nel tessuto connettivo si attivano (forse per effetti ormonali), si mobilitano e migrano nel feto localizzandosi nell’intestino. Nelle feci dei cuccioli così infestati, le uova saranno presenti a partire dal 20°-22° giorno dopo il parto. I cuccioli parassitati presentano abbattimento, scadimento delle condizioni generali, dimagrimento, pelo opaco, diarrea, disturbi respiratori (polmonite “verminosa”), ritardo nell’accrescimento e vomito che può contenere, in caso di infestazione massiva, anche forme adulte di ascaridi. L’infestazione massiva può causare un blocco intestinale che porta rapidamente a morte il cucciolo. Nell’animale adulto e nell’uomo, le larve migrano nei tessuti ed in alcuni organi (polmoni, fegato, reni, cervello, occhi) determinando la formazione di granulomi che potrebbero alterare meccanicamente la funzionalità dell’organo stesso. A causa dell’ingestione delle feci dei cuccioli infestati da larve, nella cagna madre la parassitosi può riacutizzarsi. La diagnosi clinica risulta dalla positività di un esame coprologico accertante la presenza di uova o di forme adulte di parassita. La profilassi sanitaria si basa sulla messa in atto delle normali misure igieniche volte ad impedire l’infestazione tramite l’ingestione di feci parassitate. E’ buona norma, pertanto, allontanare prontamente le feci emesse al fine di limitare la contaminazione di ciotole, alimenti e l’infestazione di altri animali; tali precauzioni vanno prese specialmente dopo la somministrazione del vermifugo.
E’ importante sottoporre al più presto i cuccioli ad un esame parassitologico e riferire al veterinario sull’eventuale riscontro di vermi biancastri e filiformi (a spaghetto) nelle feci o addirittura nel vomito. In ogni caso sono sempre consigliabili, a prescindere dal riscontro o meno di vermi, controlli periodici anche per i soggetti adulti ed in particolar modo per le femmine gravide.
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